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STATUTO

TERZO ORDINE CARMELITANO

“Santissima Concezione – Sutri”

 

PROLOGO

 

Il Sodalizio del Terzo Ordine Carmelitano di Sutri, sorge attorno al Monastero della SS. Concezione, raccoglie fedeli laici diversi tra loro per età, condizione, parrocchia di appartenenza, e che pur provenendo da differenti contesti di vita, anche fisicamente non prossimi, giovandosi della cura spirituale delle Monache Carmelitane di questo monastero, hanno compiuto un percorso più che decennale di crescita nella fede, di formazione e di condivisione fraterna, accomunati dal desiderio di approfondire il carisma e la spiritualità carmelitana per goderne i benefici spirituali e compiere “ogni sforzo nella loro variegata attività quotidiana in famiglia, nel lavoro, nella società, per ricomporre l’unità di una vita che trova nel Vangelo l’ispirazione e la forza per essere realizzata in pienezza” (Regola TOC n. 10 )

 

NATURA, FINALITA’ E VITA DELLA FRATERNITÀ

 

1. La fraternità locale è una comunità di fratelli e sorelle che in risposta alla particolare chiamata di Dio, liberamente e deliberatamente  promettono di vivere la vita evangelica secondo il carisma e la spiritualità propri della vita carmelitana integrandoli nel loro vissuto personale, famigliare, ecclesiale e professionale quali doni dello Spirito per tutta la Chiesa e per il mondo nei rispettivi contesti di vita. Questo impegno si esplicita, come per antica consuetudine, con l'emissione dei voti di obbedienza e di castità secondo gli obblighi del proprio stato. (Regola TOC n. 12-14). La spiritualità carmelitana è espressa nella Regola Albertina dell’Ordine e nella Regola Generale del TOC. La vita della fraternità è normata dalla Regola Generale e dagli Statuti Provinciali a cui bisogna fare riferimento per tutto quanto non previsto dal presente statuto della fraternità del TOC.​

2. Secondo il carisma che gli è proprio il terziario si impegna a vivere in ossequio di Gesù Cristo e servire Lui con cuore puro e retta coscienza. In particolare egli si impegna: a curare la propria formazione avendo come modelli la Beata Vergine del Monte Carmelo, il profeta Elia e seguendo l’esempio e l’insegnamento di tutti i Santi del Carmelo; a partecipare ai momenti di approfondimento per la vita cristiana e di preghiera proposti dalla Provincia Carmelitana, dalla Diocesi e dalle rispettive Comunità Parrocchiali; a promuovere iniziative per diffondere la spiritualità carmelitana il suo carisma e la devozione allo Scapolare; a cercare momenti di fraternità con altri gruppi o movimenti ecclesiali, partecipando attivamente alla vita comunitaria; ad avere una intensa vita liturgica e di preghiera promuovendo relazioni interpersonali con il prossimo che Dio gli pone innanzi in ogni occasione.

3. Gli incontri della fraternità saranno di norma due al mese, da ottobre a giugno, in giorni e orari convenienti a favorire la massima partecipazione da parte dei terziari. Un incontro mensile sarà dedicato al percorso di formazione annualmente proposto dal Toc della Provincia Italiana per tutti i terziari; l’altro incontro nel mese sarà dedicato alla Lectio Divina.

 

VOCAZIONE

 

4. La fraternità si presenta come comunità aperta e accogliente per tutti coloro che intendono fare esperienza di vita fraterna secondo il carisma carmelitano della osservanza della Parola, della preghiera, della comunione fraterna e della diaconia.

 

5. Possono aderire al TOC tutti i fedeli laici battezzati che abbiano compiuto i diciotto anni di età fino ad un massimo di 65 anni (Gli Statuti Provinciali al nr. 15 prevedono un’età massima di 65 anni, salvo dispensa dell’Assistente Provinciale). Sono da considerarsi componenti della fraternità coloro che partecipano alla vita della stessa pur non avendo ancora maturato la volontà di aderirvi con una professione. Tali “Amici del Carmelo” non possono partecipare alle assemblee elettive, ma sono invitati a discernere la chiamata di Dio nella loro vita.

 

6. Tutti i carmelitani sono in qualche modo nel mondo, ma la vocazione dei laici è quella di trasformare il “mondo secolare”. Dunque, i terziari poiché laici impegnati, sono caratterizzati dalla nota di secolarità, onde sono chiamati a trattare correttamente le cose del mondo e a ordinarle secondo Dio. La loro vita è vissuta nel secolo in mezzo al popolo, dedita alle occupazioni e uffici del mondo, nelle ordinarie condizioni e vicende della famiglia e della società. Sono dunque invitati da Dio a contribuire alla santificazione del mondo, impegnandosi nel loro lavoro con lo spirito del Vangelo e animati dalla spiritualità carmelitana quale loro guida. È loro vocazione illuminare e ordinare le attività del mondo, in modo che si compiano secondo Cristo e così siano la lode della gloria del Creatore (Regola TOC nr. 28).

 

GOVERNO E AMMINISTRAZIONE DEI BENI

 

7. La fraternità è guidata dal Consiglio, formato dal Moderatore (Presidente), dall’Assistente spirituale (La priora della comunità monastica o altra sorella da lei designata), da due o 4 Consiglieri, dal Responsabile della formazione, dal Segretario, dal Tesoriere. Il Presidente e i due consiglieri vengono eletti con votazione canonica (Cf. Regola TOC n. 63). Il Consiglio appena eletto nomina, a sua volta, il Responsabile della formazione, il Segretario e il Tesoriere, che entrano a far parte del Consiglio. Onde evitare che il consiglio diventi composto da diversi componenti è bene che gli incarichi vengano suddivisi all’interno del consiglio, al limite si può dare un mandato temporaneo a terze persone, ma che non hanno voce attiva o passiva all’interno del consiglio. Questi ultimi non fanno parte del Consiglio. Il Consiglio si riunisce almeno due volte all’anno e comunque ogni qualvolta se ne ravvisi la necessità. Il primo consigliere è anche vicepresidente.

 

8. Il presidente e i due consiglieri vengono eletti ogni tre anni a scrutinio segreto in assemblea con il voto dei professi (perpetui e temporanei). Per accedere a qualsiasi incarico si richiede la professione definitiva. Per la validità della votazione si richiede la presenza dei due terzi dei membri della fraternità aventi voce. Hanno voce attiva e passiva nel capitolo elettivo tutti i terziari che abbiano frequentato almeno il 50% delle adunanze della fraternità nel corso del triennio, salvo che non abbiano potuto per motivi comunicati tempestivamente al presidente e al suo consiglio e da questi ritenuti validi. Si può essere eletti per due trienni consecutivi. Se si viene rieletti per un terzo triennio, occorre avere i due terzi dei voti alla prima votazione e successivamente chiedere la dispensa al Priore Provinciale.

 

9. L’Assistente spirituale, in comunione con il Presidente ed il Consiglio, anima la fraternità, si prende a cuore la formazione dei terziari, con il presidente cura che tutti gli officiali adempiano i propri compiti, corregge con carità e prudenza gli eventuali difetti e si preoccupa dei terziari infermi.

 

10. Il presidente o responsabile, convoca d’intesa con l’Assistente spirituale le riunioni della fraternità e del consiglio, rappresenta la fraternità nel consiglio pastorale parrocchiale del luogo e in altri eventuali organismi, prepara la relazione annuale da inviare al presidente zonale, dopo l’esame e l’approvazione del consiglio locale, vigila fraternamente perché tutti siano corresponsabili della vita fraterna e adempiano i propri doveri.

 

11. Il consiglio partecipa alle riunioni esprimendo con lealtà il proprio parere, prende le risoluzioni necessarie per il bene della fraternità, aiuta il presidente e l’Assistente in tutto ciò che riguarda la fraternità.

Il presidente e il consiglio esaminano le domande di ammissione e di professione dei candidati. Dopo un adeguato e sereno discernimento, decidono con voto segreto l’accettazione o meno delle domande. Sia il discernimento che il voto sono inseriti in un momento di preghiera, che aiuti a decidere “secondo Dio e non secondo gli uomini”.

Quanto discusso in consiglio si considera prudenzialmente coperto dal segreto naturale e d’ufficio.

Se durante il triennio si rende vacante qualche ufficio, vi provvede il presidente con il suo consiglio fino al termine del triennio.

 

12. Il vicepresidente è il primo dei consiglieri o il/la Maestro/a di formazione e provvede a sostituire il presidente in caso d’impedimento anche temporaneo.

 

13. Il responsabile della formazione si occupa della formazione dei candidati, sia prima dell’ammissione che durante il periodo di prova. E’ coadiuvato e sostenuto nel suo impegno dall’Assistente e dal consiglio, tenuto sempre presente l’impegno dell’intera fraternità nella formazione.

È necessario e obbligatorio che il responsabile della formazione partecipi agli incontri di formazione e/o periodi formativi per i responsabili della formazione.

 

14. Il tesoriere o cassiere custodisce il denaro della fraternità, raccoglie i contributi stabiliti e le offerte dei confratelli, fa le spese secondo l’ordine del consiglio, annota con diligenza nel registro tutti gli introiti e le spese e ogni anno ne rende conto al presidente, al consiglio e all’assemblea.

 

15. Il segretario custodisce i registri della fraternità, cioè delle ammissioni e professioni, nonché redige gli atti del consiglio e delle adunanze (verbali). Distribuisce ai terziari le circolari. Fa pervenire eventuali notizie importanti all’Assistente Provinciale. Cura il registro delle presenze alle adunanze.

 

16. E’ cura della fraternità contribuire alle spese dei Presidenti Zonali e Provinciale e della Segreteria Provinciale nella misura stabilita dal Consiglio Provinciale. La fraternità provvede alle necessità economiche della Famiglia Carmelitana, secondo la libera disponibilità dei terziari e mediante l’organizzazione di iniziative che possano concorrere a raccogliere quanto necessario.

 

AMMISSIONE, PROFESSIONE, FORMAZIONE

 

17. I fedeli che desiderano far parte del Terz’Ordine Carmelitano devono fare un periodo di preparazione suddiviso in almeno un anno di postulantato e in almeno un altro anno di noviziato. Per essere ammessi devono avere almeno 18 anni (cf. Regola TOC, n. 79) e non più di 65 (Statuti Provinciali nr 15).salvo dispensa dell’Assistente Provinciale per quanto riguarda il limite massimo, sentito il parere del consiglio.

 

18. Quanti vivono lontano dalla comunità perché ammalati od invalidi e non possono partecipare alla vita della stessa, per ragioni particolari possono essere ammessi al TOC purché, salve le norme concernenti l'ammissione e la professione, vivano secondo la Regola del TOC con l’ascolto della Parola, la costante preghiera e l’offerta della sofferenza come servizio alla missione di Gesù (cfr Regola TOC n. 24-27) e sotto la direzione dei superiori o del proprio confessore.

 

19. L’ammissione è fatta in forma semplice, in un breve momento di preghiera nell’ambito della fraternità, nel quale si consegna al candidato lo scapolare piccolo e il Libro Sacro (Vangelo o Bibbia secondo l’opportunità). I candidati sono chiamati a sperimentare la vita carmelitana nella forma di vita laicale, approfondendo la Parola di Dio e vivendo i valori del Vangelo.

 

20. Il periodo di formazione (noviziato) dura almeno un anno; in esso il Responsabile della formazione incontra almeno una volta al mese i candidati, sta in contatto e informa il consiglio dell’andamento dei candidati; questi partecipano regolarmente agli incontri mensili della fraternità. Al termine del periodo di formazione, che ha una durata di un anno ma prolungabile se il Consiglio lo ritiene opportuno, il Responsabile della formazione presenta al presidente e al consiglio coloro che avrà giudicati idonei.

 

21. I candidati manifestano pubblicamente con la professione semplice, e dopo almeno tre anni con la professione definitiva, la loro decisione di seguire il Signore secondo la spiritualità carmelitana come terziari. In questa occasione si consegnano lo scapolare grande, il libro della Regola e il distintivo come segno esterno di appartenenza.

I passi del percorso formativo per l’ammissione alla professione sono i seguenti:

a) La prima professione si fa per tre anni, e senza voti.

b) I professi temporali continueranno la formazione secondo il programma stabilito.

c) All’approssimarsi della scadenza il candidato farà domanda al Presidente e al Consiglio di essere ammesso alla professione perpetua, la prima Professione è prolungabile se il Consiglio lo ritiene opportuno.

d) Il Consiglio sentito il parere del Responsabile della formazione e dell’Assistente, procede alla votazione a scrutinio segreto sull’ammissione dei candidati.

e) Nel caso che il candidato si senta chiamato e pronto, può chiedere di fare la professione con i voti. È bene sentire il parere dell’Assistente.

 

22. Con il voto di obbedienza, il terziario s’impegna a cercare e vivere la volontà di Dio espressa dal Vangelo, dalla Regola e dagli Statuti del TOC, sotto la guida dell’assistente e dei responsabili della fraternità (cf. Regola n. 14).

Con il voto di castità, il terziario s’impegna a vivere secondo il proprio stato di vita la beatitudine evangelica “beati i puri di cuore, perché vedranno Dio” (Mt. 5,8), che allarga il cuore sviluppando una maggiore capacità di amare. Da ciò deriva anche una cura più attenta dei rapporti fraterni, particolarmente quando si ha a che fare con chi ha più bisogno.

Ciò comporta uno stile di vita “povero” improntato al distacco dai beni e ad una loro gestione non egoistica, capace di servizio e condivisione (cf. Ibidem).

 

23. Lo scapolare o il distintivo si porti nelle adunanze del Terz’Ordine Carmelitano e nelle diverse occasioni in cui ci sia una manifestazione pubblica con il concorso di almeno un gruppo di Terziari. Si invitano i terziari a portare abitualmente il distintivo.

 

24. Ciascuno può lasciare liberamente il Terz’Ordine Carmelitano, presentando domanda scritta al Consiglio, il quale è autorizzato ad accettarla. I membri possono essere anche dimessi per giusta causa, vale a dire per le ragioni stabilite dal diritto comune e anche per ripetuta e ingiustificata infrazione dei propri obblighi. La decisione spetta al Consiglio a norma degli Statuti, dopo aver udito e ammonito l’interessato. Questi ha sempre il diritto di ricorrere all’autorità ecclesiastica competente, cioè al Priore Generale o Provinciale (Regola TOC, n. 94)

 

APOSTOLATO

 

25. Le attività apostoliche si possono concretizzare nelle più differenti forme che la vita moderna richiede e offre. Alcuni possono impegnarsi nella promozione del messaggio cristiano, altri nella realizzazione di opere apostoliche, di evangelizzazione, di pietà e di carità. Anche il lavoro o la professione, esercitati sia individualmente che in gruppo o in comunità, possono essere un modo per attuare la chiamata all’apostolato (Regola TOC, 89). Annualmente il Consiglio determina specifiche attività di apostolato, singole o in gruppo, che si reputano opportune e convenienti per il particolare momento storico che vive la fraternità e le rispettive comunità di riferimento.

 

26. La fraternità si fa carico delle persone temporaneamente o permanentemente impossibilitate a prendere parte alla vita della comunità (v. art. 18), se possibile con visite domiciliari, per farle sentire partecipi dei doni della spiritualità carmelitana e, se possibile, condividere con loro qualche momento di formazione o di preghiera.

 

27. La fraternità si preoccupa di far celebrare opportuni suffragi per la morte di un confratello o di una consorella.

 

28. La fraternità collabora attivamente alle iniziative della Provincia, per le Vocazioni Carmelitane, per le Missioni e la Caritas Carmelitana.

 

MODIFICHE

 

29. L’approvazione della bozza dello statuto avverrà in un’assemblea convocata e costituita secondo i criteri del capitolo elettivo, con il voto favorevole dei 2/3 dei votanti. Il nuovo statuto sarà inviato al Presidente Provinciale del TOC e all’Assistente Provinciale che lo proporranno al Priore Provinciale per l’approvazione con il consenso del suo Consiglio Provinciale.

 

30. Il presente statuto può essere modificato o integrato su richiesta di almeno 2/3 dei membri elettori della fraternità e con il voto favorevole della maggioranza assoluta degli elettori. Ogni proposta di revisione o di emendamento non potrà avere corso se non dopo la sua approvazione da parte del Consiglio Provinciale.

 

EPILOGO

MARIA, MADRE DELLA CHIESA

Madre della Chiesa, e Madre nostra Maria, raccogliamo nelle nostre mani quanto un popolo è capace di offrirti; l'innocenza dei bambini, la generosità e l'entusiasmo dei giovani, la sofferenza dei malati, gli affetti più veri coltivati nelle famiglie, la fatica dei lavoratori, le angustie dei disoccupati, la solitudine degli anziani, l'angoscia di chi ricerca il senso vero dell'esistenza, il pentimento sincero di chi si è smarrito nel peccato, i propositi e le speranze di chi scopre l'amore del Padre, la fedeltà e la dedizione di chi spende le proprie energie nell'apostolato e nelle opere di misericordia. E Tu, o Vergine Santa, fa' di noi altrettanti coraggiosi testimoni di Cristo. Vogliamo che la nostra carità sia autentica, così da ricondurre alla fede gli increduli, conquistare i dubbiosi, raggiungere tutti. Concedi, o Maria, alla comunità civile di progredire nella solidarietà, di operare con vivo senso della giustizia, di crescere sempre nella fraternità. Aiuta tutti noi ad elevare gli orizzonti della speranza fino alle realtà eterne del Cielo. Vergine Santissima, noi ci affidiamo a Te e Ti invochiamo, perché ottenga alla Chiesa di testimoniare in ogni sua scelta il Vangelo, per far risplendere davanti al mondo il volto del tuo Figlio e nostro Signore Gesù Cristo.

(Sutri, 13 settembre 2021 - in attesa di approvazione)

Carmelo
"SS.ma Concezione"

Via G. Garibaldi, 1

01015  Sutri  (VT)

tel. 0761 - 609082

ccp. 10351013

Dove la vita è preghiera...

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